Aldo Cantusci - Monom

Aldo Cantusci

Monom

acrilico e olio su tavola - cm 200x115

Nella visione di Aldo Cantusci suono e rumore emergono con pari incisività. Ad evocare la “dissonante armonia” sono dei volti umani, alterati nei lineamenti e nelle espressioni, assiepati sui due registri in cui è suddivisa la tela, nel tentativo di conquistare un proprio spazio e una propria marcata “udibilità visiva”. L’abilità disegnativa e l’esplosione coloristica, roboante nella fascia superiore, più metallica e stridente in quella inferiore, attraggono lo spettatore coinvolgendolo in un’esperienza percettiva in cui il passaggio dal suono al rumore, apparentemente scandito dalla bipartizione del quadro, diviene vortice sensoriale che risucchia ogni cosa. Per accentuare il valore sinestetico della sua opera, Cantusci si avvale, oltre che del codice figurativo, di quello verbale: la cornice perde la funzione di puro contenimento per divenire supporto alla parola scritta. Entrambi i codici, seppure in modo diverso, generano nuove sonorità che, colpendo l’orecchio interiore, vengono tradotte in immediata consapevolezza del messaggio di cui si fanno portatrici. Il significato è nello stralcio di un brano di Franco Figari che l’artista affida al retro della tela: “... il soggetto umano sembra essere diventato uno dei luoghi più importanti delle metamorfosi in atto... un corpo che presenta sempre più analogie con il corpo sociale in cui si sviluppa e muta”.