Barnabás Weisz - United sound of exported democracy

Barnabás Weisz

United sound of exported democracy

olio e collage su tela - tre pezzi, cm 45x60

Per l’opera di Barnabas Weisz è forse più opportuno parlare di rumore, quello generato dal treno della metropolitana in procinto di arrivare, le cui vibrazioni timbriche sembrano propagarsi ed accentuarsi nella ripetitiva scansione del tunnel sotterraneo. È il suono della metropoli, travolta dal traffico, dalla frenetica iperattività, dal bombardamento massmediatico: non a caso stralci di giornale invadono anche il supporto pittorico. Il vissuto quotidiano, ordinario e apparentemente banale, diviene misterioso ed inquietante nell’atmosfera cupa dei colori lividi e nel costituirsi di diafane figurine che, ingoiate dal tubo metallico, “obiettivo sensibile” della città odierna, rappresentano al meglio la condizione dell’uomo contemporaneo, solo e disarmato contro una “modernità” dilagante che nega il valore e la bellezza dell’individualità. Per questo le sagome sono appena sbozzate e prive di elementi caratterizzanti, talvolta negate da pennellate di colore che ne accentuano lo straniamento. Ecco allora che sin dal messaggio velatamente ironico ed allusivo del titolo, emerge uno dei molteplici significati dell’opera, in cui il suono è concepito principalmente come rumore di un presente globalizzato che avvolge e circonda tutto, falsando la comprensione del reale attraverso la negazione della libertà percettiva dell’animo. C’è solo una speranza: imboccare l’uscita...