Riccardo Chiodi - NON torno subito

Riccardo Chiodi

NON torno subito

olio e ottone su tela - cm 120 x 100

Il tema della mostra e un accadimento personale spingono Chiodi a porre al centro della sua opera un battente che, “risemantizzato” dall’artista, stimola a riflettere sul concetto intrinseco di sinestesia.

Trasformato da oggetto di uso quotidiano in oggetto estetico, il battente è applicato su una tela e in quanto tale decontestualizzato, negato della possibilità di utilizzo, in un gioco ambiguo tra riconoscibilità e irriconoscibilità dell’oggetto. Il pomello di metallo abbandona la sua logica posizione e, spostato più in basso, destruttura il battente, privato così di un elemento costitutivo e delle sue potenzialità acustiche. Al suo posto solo un piccolo foro che lacera la tela, spingendo lo sguardo a curiosare dentro e oltre il quadro.

Il senso di straniamento accresce il potere evocativo dell’opera ed il rumore negato dei colpi sull’uscio rimbomba forte nella mente, generando pulsazioni emotive che si confondono con il battito del cuore. La tela, con il suo colore epidermico, isolata dalla cornice, umanizzata nella sua esteriorità, diviene una sorta di porta misterica su un’altra dimensione: non può essere aperta né attraversata, eppure mediante quel piccolo foro introduce direttamente in uno spazio simbolico, in cui si perdono i riferimenti evidenti della nostra sensorialità. Smarrirsi al suo interno, alla ricerca di percezioni diverse, induce ad un senso di lontananza e distacco sinestetico dalla realtà: il rischio è quello di non tornare (subito)!